Il cimitero delle clarisse sul Castello
La figura 1 vista in trasmissione, e concernente la posizione delle monache clarisse o cappuccinelle sulle “cantarelle”, è poco plausibile, e abbastanza innaturale (vedi fig.1). Le clarisse, alla propria morte, venivano posizionate sedute e col capo all’indietro. Esisteva infatti in passato un foro non solo sotto di loro che, tramite un apposito contenitore, conteneva i loro liquidi; ma uno piccolo nel muro che permettesse al cadavere di mantenersi in questa posizione (seduta). Lo si nota nelle figure 2 e 3 (a Napoli), in cui uno cadr in avanti. È un rito di doppia sepoltura che ci portiamo fino a oggi. Infatti, dopo l’inumazione (non ovviamente l’imbaldamazione) è ancora in uso la pulizia delle ossa dei propri cari, per poi trasferirle nel “cassetto” marmoreo. Dopo il decreto di soppressione di Murat nel 1809 degli ordini religiosi, le suore restanti, si spostarono nel 1810 presso la Chiesa di Sant’Antonio, nei locali dell’ex convento dei Conventuali.




