La storia dei cognomi è il legame che unisce gli individui attraverso il tempo

La storia dei cognomi è il legame che unisce gli individui attraverso il tempo

È la proprietà più sicura di ogni famiglia. Circa cinquemila anni fa sotto il regno dell’imperatore Fu Xi, furono imposti i cognomi per tutti gli abitanti dell’impero. Erano matronimici, cioè ereditati dalla mamma. Si scrivevano prima del nome. Nel 1500 a.C., durante la dinastia Shang, i cognomi iniziarono ad essere trasmessi dai padri, e quindi divennero patronimici.

Il nome della famiglia appare nel corso della storia di Roma antica. Qui esisteva una convenzione chiamata “tria nomina”, composta da tre nomi, o addirittura da quattro.

Il PARENOMEN era il primo nome o nome di battesimo; il NOMEN era il nome della gens o clan a cui si apparteneva; il COGNOMEN era il nome di quella famiglia all’interno della gens; talvolta si aggiungeva l’AGNOMEN, ovvero l’appellativo personale. Un esempio è Publio Cornelio Scipione Africano.

Publio è il preanomen o nome di battesimo, Cornelio il nomen della gens, Scipione era il cognome o nome del ramo familiare, Africano per aver sconfitto Annibale durante la seconda guerra punica. Le donne non usavano il primo nome, ed erano riconosciute dal nomen o cognomen del padre. Per distinguersi con le mamme, usavano spesso termini quali “maggiore” o “minore”.

Questa convenzione romana venne a terminare in seguito al crollo dell’impero romano, e si utilizzarono nella maggior parte dei casi soltanto i nomi. I cognomi, come li conosciamo oggi, sono figli del basso Medioevo. Dopo l’anno 1000, per una serie di motivazioni, tra cui l’aumento della popolazione europea da 24 a 70 milioni tra il 1000 e il 1300, diminuzione delle guerre, e altro, si affermano gli stessi. La necessità di distinguersi, era diventata talmente necessaria, che non solo si utilizzarono i cognomi, ma fu necessario quello che per i romani era l’agnomen (il soprannome). Vi faccio un esempio. Nel ramo della famiglia Di Meglio ci sono due “Ivano”. Come distinguerli? Utilizzando il soprannome della gens a cui si apparteneva. Ivano Di Meglio il Fabbro, Ivano Di Meglio di Catena.

Lo si evince benissimo dai registri parrocchiali introdotti col Concilio di Trento che terminò nel 1563 e che sancì l’obbligatorietà di registrare battesimi e matrimoni. Solo più tardi, i morti. Quali sono i soprannomi dei vostri rami familiari? Scrivetelo nei commenti. In foto un progetto realizzato da buonopanesi per un gruppo fb (sei di Buonopane se…), per raccogliere i soprannomi.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.