CRISI IMPRENDITORIALI ISOLANE E ANALISI INCOMPLETE

CRISI IMPRENDITORIALI ISOLANE E ANALISI INCOMPLETE

Circola, in questi giorni, sui canali informativi, la tesi che tasse ed imposte stiano mettendo in ginocchio la maggior parte delle imprese isolane, con particolare riferimento alle strutture alberghiere. E pare che anche un ex Direttore di Banca, transitato per Ischia per alcuni anni, abbia avvalorato tale tesi. Che lo sostenga anche un direttore di banca è particolarmente grave, perché denota una scarsa conoscenza dei meccanismi e dei fondamenti teorici dell’economia .Incominciamo allora con l’elencare quali sono i fattori produttivi di un’impresa alberghiera: – FATTORI STRUTTURALI (Capitale fisso – Costi fissi) ovvero Immobili, attrezzature e arredi; FATTORI CORRENTI (Capitale circolante – Costi variabili) ovvero risorse umane, materie prime, servizi esterni; FATTORI IMMATERIALI (Know how) ovvero brand, reputazione, formazione del personale, organizzazione aziendale. Oltre ai fattori produttivi, di cui sopra, ci sono le Imposte e Tasse: Imposte dirette (sul reddito) ovvero IRES; IRAP; IRPEF; Imposte indirette e contributi ovvero IVA, IMU, TARI, contributi previdenziali; e poi tassa di soggiorno gestita dalle strutture ricettive e riversate al Comune. Ora, è ovvio che il peso fiscale è un costo strutturale primario che, insieme al costo del personale, incide molto sul risultato aziendale finale.

Ma è un costo noto, è un dato conosciuto in partenza, non imprevedibile, che cambia solo nel lungo tempo. Per cui quando l’azienda elabora un piano economico, può e deve tener conto del peso fiscale. E deve sapere come calcolare il raggiungimento del breakeven point (punto di pareggio). Viene pertanto il dubbio che molte aziende abbiano confidato di lucrare sul presupposto dell’evasione fiscale. Altra questione è che la tassazione, in particolare la Tari, è troppo alta in generale. Ma, per quest’ultima, le Associazioni di categoria dovrebbero reclamare un efficientamento del servizio di raccolta, smistamento e trasporto a discarica dei rifiuti, attraverso l’unificazione isolana del servizio, capace di abbattere i costi e quindi le tariffe. Fin quando ciò non avverrà, bisognerà fare i conti con l’attuale livello di tassazione.

E le aziende che non riescono a raggiungere il breakeven sono aziende marginali destinate a uscire fuori mercato. Ma non c’è stata, in questi giorni, solo una campagna comunicativa antitasse, c’è anche chi ha sostenuto che il vero problema della crisi imprenditoriale isolana sia il graduale passaggio di proprietà o gestione da mani isolane a mani extraisolane. Così staremmo perdendo, oltre che immobili e capitali, anche l’identità dell’iniziativa privata di marchio isolano. Eppure vi sono gruppi familiari e imprenditori locali che sono, nonostante tutto, solidi e che smentiscono l’ineluttabilità  del declino imprenditoriale locale: i Leonessa, i Di Costanzo, i De Siano ma anche a livello un po’ più basso vi sono albergatori e termalisti che continuano a farsi onore, per esempio si è detto dell’Hotel Conte che è passato in mani estranee, dimenticando il particolare che un’altra famiglia di imprenditori locali, i Florenzo, ha preso, a sua volta,  in gestione l’Hotel Conte, con un’intelligente integrazione, fisica ed economica, tra Hotel Oriente e Hotel Conte, oltre con la spiaggia gestita a San Pietro.

Il fatto è che, manca in generale nell’isola una solida base di cultura economica, finanziaria, gestionale. Ecco perché manager e società extra isolane riescono a imbastire piani finanziari e gestionali in grado di tirare via dalle secche imprese marginali. Quanto poi alle mire di gruppi malavitosi è tutt’altra questione; il pericolo c’è, ma non attiene alla filosofia economica, quanto alla forza della legge e repressione di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Prefetto. Ognuno deve fare bene il proprio mestiere, ma sempre con le armi culturali necessarie, siano essi imprenditori, giornalisti, forze dell’Ordine, amministratori pubblici. Limitarsi a gridare “Al lupo, al lupo”, paventando il “De profundis” delle imprese ischitane, non serve a niente, se non ad accelerare un fenomeno di regressione, con analisi confuse e fuorvianti.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.