QUARTIERI DI NAPOLI / ‘Ncoppa ‘e Camaldule

QUARTIERI DI NAPOLI / ‘Ncoppa ‘e Camaldule

di Domenico Casolaro

IOANNI AVALOS – DE ARAGONA – ALPHONSSI – MARCHIANOS – VASTI – FILIO

FUNDATORI EREMITAE – CAMALDULENSES – GRATI ANIMI ERGO – PP MDLXXX

Questa era la targa che fu apposta fin dall’inizio dei lavori scolpita in pietra bianca a memoria dell’evento, inserita in un grande arco che sovrasta l’ingresso in pietra dove è posto lo stemma dei Camaldolesi. Stiamo parlando del complesso storico e monumentale dell’eremo dei camaldoli a Napoli. I lavori durarono circa 5 anni e finalmente la Congregazione dei Camaldolesi di Montecorona nel giorno 8 ottobre 1585 ne prese regolare possesso per mezzo del P.P Girolamo di Perugia inviato a Napoli con pieni poteri e con la qualifica di primo Priore del nuovo Eremo.

Veduta di Napoli dall’Eremo dei Camaldoli

La struttura storica è tardorinascimentale, progettata da Domenico Fontana e si trova alla sommità della collina dei Camaldoli di Napoli. Architettonicamente la chiesa abbellita in barocco ha una sola navata e sei cappelle laterali, sono ubicate poi opere pittoriche di notevole valore, spicca “la sacra famiglia davanti la croce” di Luca Giordano. Adiacente la chiesa, alla sinistra sono situate le celle monastiche con gli orti, posti nel punto più alto della citta partenopea in uno scenario mozzafiato contornato da un panorama paradisiaco che stende la vista dal litorale che porta a Gaeta fino ai regi lagni di Caserta, con in mezzo le isole, l’arcipelago delle isole ponziane, l’area flegrea, Napoli antica, Nisida. Mammamia che spettacolo Fù soppresso nel 1807 in seguito alle leggi napoleoniche, quando i monasteri venivano venduti all’asta pubblica. Un’altra soppressione venne più recentemente con la legge di infausta memoria nel 1866 , per cui fu creato il Demanio dello Stato per amministrare tali beni. Molte famiglie religiose successivamente si compravano per interposta persona i vecchi monasteri formando cosi le nuove comunità religiose riconosciute dalla Santa Sede, ma non dallo stato Italiano massonico. In virtù di tale accomodamento, gli Eremiti Camaldolesi rientrarono nell’Eremo di Napoli poichè l’arcivescovo di Napoli di quel tempo riscattò dal Demanio l’attuale chiesa dei Camaldolesi, perchè di uso pubblico e per il comodo dei fedeli. i Camaldolesi a loro volta e sempre per interposte persone comprarono le sedici celle monastiche, i boschi intorno e il resto del fabbricato per usi propri, i beni gli furono venduti dal conte di Camaldoli.

Fu per un certo periodo una casa di sollievo e di riposo, insieme alle altre sei case camaldolesi che erano situate in città, quando verso il 1667 le zanzare malarifere delle acque putride del lago di Agnano, nelle quali si macerava la canapa in grandi masse, infettavano l’aria, rendendola malsana, e le zanzare malarifere raggiungevano anche l’altezza dell’eremo. Oggi l’eremo ospita le suore Brigidine dell’ordine del SS. Salvatore di S. Brigida, che abitano lì dal 1998.


665 Visualizzazioni
Redazione

Redazione