Un destino segnato dalla fortuna
L’espressione italiana “vendere il ghiaccio agli eschimesi” ha una sua versione in lingua inglese: “Vendere carbone a Newcastle”. Il personaggio di cui parliamo non solo riuscì in questa assurda impresa, ma quasi inconsapevolmente fece di meglio. Questa è la storia di Timothy Dexter nato in una famiglia di basso rango sociale, nello Stato del Massachusetts. Il giovane Timothy non era ferrato per gli studi così all’età di 8 anni decise di abbandonare la scuola per iniziare a lavorare con suo padre nella fattoria di famiglia.
Nonostante le carenze scolastiche e l’ignoranza, il giovane Timothy aspirava con tutte le sue forze ad entrare nella società aristocratica, in quegli ultimi anni della rivoluzione americana. All’età di 22 anni decise di lasciare la fattoria e la vita di sacrifici al fianco del padre per trasferirsi a Newburyport, dove prese in sposa la ricca vedova Elizabeth Smith di 9 anni più grande di lui. Nonostante gli sforzi per cercare di farsi accettare dalla cerchia dei ricchi aristocratici della città, ottenne in cambio solo prese in giro e crudeli scherzi sulla sua estrazione sociale, che comunque incassava senza deprimersi troppo. Anzi, riponeva piena fiducia negli “amici” del consiglio comunale ai quali tutti i giorni inoltrava nuove richieste di lavoro per migliorare la sua posizione. Questi rispondevano affidandogli incarichi ridicoli o scomparsi da anni, esemplare tra tutti “avvistatore di cervi per i cacciatori”. Timothy era comunque ricco, non gli mancava niente, così gli “amici” del consiglio comunale lo spinsero ad intraprendere investimenti fallimentari, nel tentativo di indurlo a dilapidare il capitale lasciatogli dalla moglie. Nel 1793 con un’inflazione a livelli incredibili, le banconote così come i fondi statali persero ogni valore e il povero Timothy venne convinto ad acquistarne grandi quantità. Dopo qualche mese di dissesto finanziario una volta ristabilitosi, il Congresso decise di premiare quegli arditi cittadini che nonostante i problemi, continuarono ad investire e a credere negli Stati Uniti, attribuendo grosse somme di danaro e proprietà. Il rampante imprenditore, decise quindi di investire parte del suo capitale per comprare due navi dotate di grosse stive, per dare inizio ad una grande compagnia mercantile. Gli “amici” del consiglio comunale allora gli proposero di iniziare il suo progetto acquistando una grossa quantità di ciotole/bracieri utilizzati, all’epoca, per riscaldare il letto d’inverno, per poi rivenderli ai Caraibi, dove la temperatura invernale di notte non scendeva mai sotto i 15°. Il capitano del mercantile resosi conto della sciocchezza ordinatagli dal capo Dexter decise di riciclare i bracieri facendoli diventare mestoli per la melassa, ricavando ingenti profitti. I consiglieri perciò lo convinsero a comprare delle grosse partite di guanti di lana da vendere nei mari del sud (così da infliggere un duro colpo alle economie di quel vanesio villano) ma questi vennero acquistati da una compagnia mercantile portoghese che li smerciò presso le proprie piazze commerciali in Cina guadagnandoci tre volte la somma investita. Addirittura, un carico di bibbie sbarcò nel più improbabile dei luoghi, a causa del forte radicamento non solo della religione autoctona (induismo) ma anche di un Islam sempre più diffuso: l’India. Probabilmente un buco nell’acqua ma, al contrario, le bibbie vennero acquistate in blocco dai missionari appena arrivati per convertire gli indigeni.
Le “avventure” di Timothy non accennavano a finire. Una nave piena di gatti randagi (altro regalo degli “amici”) venne inviata ai Caraibi, ed il suo carico venduto in un batter d’occhio a causa di una infestazione di ratti; seguì poi una grossa partita di inutili scarti di balena che venne incredibilmente piazzata in Europa a prezzi altissimi a causa della neonata moda francese dei corsetti. Insomma il “buon” e ingenuo Timothy alla fine diventò incredibilmente ricco, nonostante i consigli degli “amici” tesi a farlo capitale. Anzi, proprio loro, ormai accecati dalla rabbia, non sapendo più cosa inventarsi per mandarlo sul lastrico, si arresero e qualcuno tra loro conió l’espressione: “Quello riuscirebbe a vendere carbone a Newcastle”. Il gruppetto di detrattori decise di convocare Timothy Dexter, per convincere l’imprenditore ad inviare un carico di carbone verso la maggior produttrice di carbone al mondo, Newcastle appunto. Sembrava fatta per i membri del consiglio di Newburyport. Invece proprio mentre i mercantili di Dexter erano in viaggio, nella città di Newcastle scoppiò un violento sciopero dei minatori, che spinse i prezzi del minerale a cifre da record, il carico venne venduto in meno di 24 ore. Timothy Dexter ormai ricco sfondato e pieno di gratitudine verso i cari amici del consiglio comunale decise di farsi costruire una enorme villa, e nello sfarzo del suo giardino fece erigere grandi statue dei più importanti personaggi della storia. Tra quella di Washington e di Napoleone fece incastrare la sua. Proseguì l’esistenza tra incredibili imprese e bizzarie sfrenate e dopo aver conosciuto la fame riuscì ad elevarsi al di sopra proprio di quella società classista che per tutta la vita provò ad emarginarlo.

