Non si trovano figure lavorative sull’isola d’Ischia. Molti imprenditori rischiano di non aprire
La stagione turistica da poco si è aperta, dopo il boom di presenze sull’isola d’Ischia per il ponte Pasquale, 55000 unità, molte aziende non riescono ad aprire o a lavorare per la mancanza di personale.
Tempo addietro, poche settimane fa, qualche altra testata ha accusato che la colpa fosse del reddito di cittadinanza, la verità è un’altra, i lavoratori dipendenti stagionali non vogliono essere più sfruttati come prima.
A gran voce chiedono i diritti a uno stipendio equo e ad orari non da schiavitù. Altra cosa assurda, che gli altri media non raccontano, è il contratto stipulato mese per mese.
Fare il rinnovo del contratto di lavoro mese per mese comporta un enorme risparmio per le casse delle aziende soprattutto in caso che il dipendente si dovesse ammalare. Per intenderci, se il dipendente si ammala nei primi 15 giorni, lo stipendio gli viene retribuito, al contrario se si dovesse ammalare dopo la metà del mese, questi non verrebbe retribuito.
I sindacati sono a conoscenza di questi intrallazzi ma non fanno nulla, non solo ora ma da sempre.
Questa è l’unica ragione per cui sull’isola d’Ischia non si trovano figure lavorative.

