PILLOLE DI STORIA. ISCHIA E GLI TSUNAMI

PILLOLE DI STORIA. ISCHIA E GLI TSUNAMI

Come già vi ho anticipato, l’isola d’Ischia, nel corso dei secoli, non fu esente da eventi catastrofici. Tra questi, un violento maremoto verso la metà del IV secolo a.C. che ci viene raccontato dal geografo Strabone, il quale cita Timeo da Tauromenio (Taormina) la cui opera è andata persa.

Premetto che per molti secoli l’Epomeo fu considerato erroneamente un vulcano.  Successivamente, nel 1809, il famoso geologo L.V.Buch visitò Ischia e contestò l’interpretazione data dal Breislack, dichiarando: “L’Epomeo non è un cono vulcanico. La cima infatti non è per nulla simile a un cratere”.

Questa giustificata critica non venne però presa in considerazione dai successivi studiosi. Qui s’inserisce il Rittmann con i suoi studi. Secondo lo studioso, l’isola rappresenta senza dubbio il miglior esempio di un horst vulcano-tettonico. Ma veniamo a Strabone. Nel libro quinto della sua “Geografia, volume 3, libro 5”, egli scrive: E Timeo dice che delle Pitecuse gli antichi spacciarono molte cose incredibili; ma che per altro poco prima dell’età sua un colle che sta nel mezzo dell’isola ed ha nome Epomeo, scosso dà tremuoti gittò fuoco, ed aveva spinto nell’alto il terreno che si trovava fra esso colle ed il mare.

La parte del suolo incenerita e lanciata in alto, era poi di nuovo caduta sull’isola a modo di turbine, sicché il mare erasi ritirato per lo spazio di circa tre stadi (450 metri circa): se non che di lì a poco, essendo venuto a riurtare da capo, aveva inondata e coperta l’isola, e il vulcano erasi estinto. Nel qual tempo (soggiunge) gli abitanti del continente spaventati dal grande frastuono, dalla spiaggia fuggirono addentro nella Campania. — Pare poi che le acque calde di quell’isola guariscano chi patisce di renella (calcoli renali).

Non sappiamo con esattezza a quale eruzione facesse riferimento Timeo, né il luogo e il bilancio delle vittime. Dato il periodo considerato, potrebbe essere o l’eruzione del porto d’Ischia, datata V sec. a.C., oppure quella del Vatoliere-Molara-Cava Nocelle del VI-IV sec. a.C., classificata da G.Buchner nel 1986 come di tipo stromboliano-hawaiano di coni di scorie allineate su fratture eruttive.

Tuttavia sappiamo con certezza se che i greci euboici di Pithecusa, osservarono l’evolversi di diversi sconvolgimenti del territorio. Per sottolineare come sia fragile la nostra isola, vi riporto solo alcune date di terremoti avvenuti sull’isola. Ringrazio il Prof. Vincenzo Di Meglio che si è interessato prima di me alla vicenda, e Eugenio Di Meglio per il preziosissimo supporto geologico.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.