CASAMICCIOLA: LE “TRE CROCI” O “CROCI DEL CALVARIO”

CASAMICCIOLA: LE “TRE CROCI” O “CROCI DEL CALVARIO”

Mi hanno chiesto da dove derivassero le “le tre croci” di Casamicciola, poste in località Calvario. Questo toponimo deriva dal nome del monte sul quale fu crocifisso Gesù. Il Professor G.G. Cervera, in “Guida d’Ischia” del 1959, pag. 158 afferma che la “Croce di Paolillo” prendesse il nome da Frate Paolillo Zabatta, di Casamicciola, un carmelitano patrizio che si dedicò tutto alle opere di carità. E ancora “‎sul muro di fronte tre croci, avanzi di quel bellissimo monumento che era il Calvario e che trovavasi più sopra”. Ma cosa c’era più sopra? Com’era composto il monumento del “Calvario”?

Ho trovato una fonte del 1884, che descrive i grandi terremoti che sconvolsero Casamicciola. Si tratta de “Il divin salvatore periodico settimanale romano”, edizione 1884. Sei mesi dopo il grande terremoto di Casamicciola (28 luglio 1883), il Direttore della Libertà Cattolica si recò in località Calvario per inaugurare un’edicola votiva dedicata a Nostra Signora Addolorata, la prima a sorgere dalle rovine. Dell’edicola votiva faceva parte una tavola dipinta della Madonna e di Nostro Signore. Questa sopravvisse ai terremoti del 1796 e del 1828, e a quello del 1881, ma non a quello del 1883.

Questa fu distrutta e travolta dalle rovine. Intorno alla stessa olezzavano i più bei fiori di questo giardino del mondo; e specialmente nei giorni dell Passione si udivano i canti devoti del popolo. Dopo aver visitato le baracche del rione della Sentinella, prendiamo la china del semidiruto Calvario, dinanzi al quale vediamo un popolano affannarsi a sbarazzare dei fossi. Ci dicono essere colui un povero ciabattino che così lavora in tutte le domeniche con la speranza di riedificarlo. Sopraggiunge un vecchio a narrarci una paurosa istoria di quel Calvario, piazzato là da una missione dei Liguorini. Adunque quel Calvario situato nel rione dei più Nobili alberghi, fu spesso segno alle contraddizioni. Il Comune nel 1881 ne decretava l’allontanamento, ed ecco il terremoto del 4 marzo.

La deliberazione sospesa per tal motivo, dovea avere esecuzione il primo giorno dopo il 28 luglio e sapete quello che avvenne, che gli ebrɜi, i massoni, filosofi cosmopoliti, frequentanti quel trivio non potessero avere un buon sangue alla vista di quelle Cinque croci, onorate di lampade e di fiori, con uomini e donne supplicanti in tutte le ore del giorno, e cosa facile a supporsi; che qualche signore del paese per debolezza o per interesse a dei disse agli stranieri, è cosa probabile: è indubitato però che il sentimento del paese è religiosissimo, ed è perciò che pensano al restauro del Calvario.

Sicché, il direttore della libertà Cattolica divisò concorrere alla colletta dando l’obolo della carità Cattolica, siccome aveva fatto con l’addolorata della Rita-Ora, crollati i nobili alberghi, Il Calvario si innalza tra un cumulo di macerie, alle quali si è ridotto quel luogo designato a piazze e giardini. Racconto i fatti, e passo. Il parroco chiamato a succedere al povero Monsignor Carlo Mennella, è Don Giuseppe Morgera. Il Morgera è scrittore eloquente ed erudito, e si può vedere dalla vita di nostro Signore Gesù Cristo da lui pubblicata per non dire di altre operette religiose.

Foto Ivano Di Meglio

1.901 Visualizzazioni
Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.