LA PERDONANZA A SANTA RESTITUTA
Nella storia dei pellegrinaggi, ve ne sono alcuni protrattisi da Pasqua al mese di luglio. Occupa un posto di fondamentale importanza quello che si muoveva dal Burgo di Mare (Borgo di Celsa): una pia manifestazione, non del tutto isolata, detta “la Perdonanza a Santa Restituta”.
Il fenomeno religioso non si limitava ai siti più miseri o a piccole torme di pellegrini, oranti dietro stendardi nei costumi dalle tinte vivaci contro le marine ripiene di sole, perché vi erano coinvolti uomini illustri, autorità religiose e civili. Il susseguirsi del pellegrinaggio penitenziale dal Borgo di Ischia, è datato 10 luglio 1382, quando gli uomini del duca d’Angiò, invasero senza trovare opposizione la base portuale, le case, le chiese del Borgo di mare, a Ischia Ponte, perché la popolazione, guidata dall’Autorità, si era trasferita processionalmente al Lacco, per la Perdonanza a Santa Restituta “e fu ventura che tutta Ischia era andata a Santa Restituta”.
La pratica di simili movimenti processionali, che assemblava il popolo in massa sul luogo sacro a Santa Restituta, rivestiva un carattere di solenne e profonda religiosità, e costituì le premesse efficaci per invocare e proclamare la Santa. Il pellegrino in cammino compiva una verifica della propria vita cristiana, accompagnato dalla presenza materna di Santa Restituta.
Procedendo dal proprio Casale, lasciava alle spalle le tenebre spirituali e materiali della vita. In queste manifestazioni sacre, i fedeli non erano semplici spettatori, ma prendevano parte attiva, e spesso indigevano con il permesso del Vescovo solenni processioni. All’epoca di queste ondate di fedeli, peregrinanti verso Santa Restituta, si possono assegnare alcune monete trovate negli scavi: Civitas Neapolis (1250-1330); Filippo il Bello (1285-1314); Carolus IV (1322-1328); Ludovicus X, Re di Francia (1314-1316). Fonti: Don Pietro Monti “Ischia, archeologia e storia”, pagg. 509 e seguenti; “Diurnali detti del Duca di Monteleone, 1895, pag.22”.

