INVENZIONI DEL MEDIOEVO. L’OROLOGIO MECCANICO
Comparsi nel corso del XIII secolo, i primi orologi meccanici si trovarono in breve tempo a sostituire varie forme di misura del tempo diffuse fin dall’antichità, basate su meridiane, clessidre e perfino orologi idraulici che erano già noti a greci e romani ma che avevano trovato nuova diffusione proprio nei secoli medievali.
UN’INVENZIONE GIÀ NOTA A CINESI E MUSULMANI
La grande novità furono però appunto gli orologi meccanici, che in realtà erano una novità solo fino a un certo punto.
Il primo orologio di questo tipo era infatti già stato completato in Cina attorno al 725 d.C., quindi circa cinquecento anni prima della sua comparsa in Europa; inoltre alcuni testi spagnoli riferivano nel 1277 di orologi molto simili già diffusi da tempo anche tra i musulmani.
Ciononostante, per gli europei l’orologio meccanico fu comunque un’invenzione autonoma e altamente innovativa, capace di rivoluzionare il modo di vivere e di intendere la giornata.
Come scrive Tiziana Suarez-Nani nel suo saggio Tempo ed essere nell’autunno del Medioevo,
l’orologio meccanico inaugura un tempo nuovo, quello del giorno diviso in 24 segmenti di uguale durata – le ore moderne che rimpiazzano le ore canoniche – e promuove così un tempo quantitativo e matematico, a disposizione della regolamentazione e della pianificazione di coloro che ne detengono il controllo […]. La diffusione degli orologi meccanici all’inizio del XIV secolo costituisce un’innovazione gravida di conseguenze importantissime per l’evoluzione della percezione del tempo e della mentalità in generale, nonché per l’ulteriore sviluppo tecnico: “La machine-clé de l’age industriel moderne c’est l’horloge”

