MARIE CURIE A ISCHIA
Premessa
Ho avuto modo di vedere dal vivo i suoi strumenti e molti dei suoi appunti. Ero a Parigi in una mostra al Panthéon a lei dedicata. Genio indiscusso del Novecento, polacca, ha vinto per ben due volte il premio Nobel: il primo nel 1903 per la fisica insieme al marito Pierre e a Henri Becquerel, per il loro lavoro collettivo sulla radioattività; il secondo nel 1911 per la chimica, per gli studi sul radio. Marie ci ha omaggiato della sua visita a Ischia, nel lontano 1918.

Riporto parte di un articolo della Rassegna d’Ischia del Prof. Castagna, dal numero 2/2024.

Tra le tappe italiane figura anche l’isola d’Ischia e precisamente Lacco Ameno, dove arrivò in compagnia di studiosi italiani, fra cui Camillo Porlezza, professore di Chimica all’Università di Pisa. Nel 1958, in occasione del Congresso Internazionale di Idrologia e Climatologia, a Lacco Ameno, se ne ricordò il 40° anniversario con l’inaugurazione di una lapide presso le Terme Regina Isabella. In precedenza l’evento fu ricordato in un opuscolo (Lacco Ameno Termale), con alcune immagini. Marie Curie arrivò in Italia nell’agosto del 1918, su invito del Governo italiano, per effettuare una ricognizione sulle potenzialità esistenti nel nostro paese per l’utilizzazione a scopi terapeutici e militari di materiali radioattivi solidi, liquidi e gassosi. L’itinerario venne concordato con il prof. Porlezza, il quale fornì gli strumenti per effettuare le misure e, conoscendo i risultati delle misure di Engler e Sieveking, incluse alcuni giorni di misure all’isola d’Ischia.

Gli scienziati arrivarono a Ischia con una torpediniera del Dipartimento marittimo, ed ebbero a disposizione un MAS per approdare ed effettuare le misure in diversi punti dell’isola. Venne confermato che i valori maggiori di radioattività si registravano in corrispondenza della sorgente delle Terme della Regina Isabella a Lacco Ameno, per la quale venne determinata una portata giornaliera di 250 metri cubi di acqua e una radioattività di 30 millicurie al giorno. Marie Curie ritenne che questi alti valori di radioattività dovessero essere legati alla presenza di emanazione di Radio più che al Radio disciolto nelle acque, ed espresse l’idea che l’emanazione potesse essere direttamente estratta dall’acqua per essere utilizzata. In una conferenza tenuta a Parigi diciassette mesi dopo il suo viaggio in Italia e pubblicata nella “Revue Scientifique”

Marie Curie ritornò sui risultati ottenuti a Ischia affermando che “le acque e i gas naturali contengono a volte molta emanazione di radio. Questa è in genere prodotta nei laboratori per mezzo del radio, ma tale preparazione potrebbe essere in parte sostituita dall’impiego dell’emanazione delle sorgenti naturali dopo una conveniente purificazione.

Esiste per esempio, in Italia, una sorgente che emette 250 metri cubi di acqua e 30 millicurie di emanazione al giorno.”

È evidente il riferimento alle Terme della Regina Isabella. Nella foto della lastra marmorea, gentilmente concessami da Marianna Polverino, Lacco Ameno – Il prof. Camillo Porlezza presso la lapide dedicata alla visita della signora Curie a Lacco Ameno (1958); accanto a lui (a sinistra) è Domenico Scotti, custode delle sorgenti termali Regina Isabella, il quale ha sempre ricordato con orgoglio il giorno del 1918 in cui , giovanotto, contribuì al prelievo dei campioni di acqua minerale per gli esperimenti eseguiti, nell’occasione, dal prof. Porlezza alla presenza della signora Marie Curie.
Grazie a Marianna Polverino per la foto della lastra marmorea

