MEMORIE DI GIOVANNI DI COSTANZO
Buonopane protagonista alla torre del Molino con l’omaggio al compianto professore Giovanni Di Costanzo. Scultore, pittore, artista poliedrico e silenzioso, nasce a Buonopane il 30 ottobre 1938 da una famiglia di contadini. Manifesta già da ragazzo le sue spiccate doti artistiche, fino a convincere i genitori a iscriverlo alla scuola di Belle Arti di Napoli. Vince numerosi premi, tra cui quelli Olivetti nel 1962, il tifeo d’argento, la medaglia d’oro alla terza rassegna nazionale di pittura e scultura Aldo Moro sul tema “sì alla vita”. Incontro subito la curatrice della mostra, Patrizia Di Costanzo, nipote del professore, anche lei pittrice e artista. Le chiedo quanto segue: da dove parte la passione e la necessità di raccontare Giovanni Di Costanzo? “Sono nipote d’artista e, in passato, prima della pittura, il mio estro si manifestava sotto altre forme, come il cucito. Alla morte di mio zio, mettendo in ordine il suo grande e caotico archivio d’opere, ho avvertito un risveglio; la consapevolezza di dover dare ordine e visibilità all’immenso atelier che mi si poneva dinanzi gli occhi. Per far questo, sono partita dalla sua Buonopane. Il terreno è il bene che ha dato nutrimento a lui e a tantissime generazioni della sua epoca”. Su cosa poni l’attenzione? “Sicuramente, avendo mio zio vissuto nell’epoca della materialismo edilizio, ho fissato il punctum sul lato spirituale dell’artista, cosa che caratterizzava il suo semplice stile di vita”. La prima fase della sua vita artistica, si caratterizza da opere che hanno un forte richiamo materno. I materiali usati vanno dalla pietra al legno, dal piombo al ferro. Anche questa scelta riflette la semplicità, la spontaneità dell’artista, il quale raccoglieva pietre lungo le strade della Contrada natale. Il naturalismo ispirato dalla sua terra, si combina a tratti che sono fortemente influenzati dal cubismo, dall’impressionismo, dall’astrattismo. La costante evoluzione della sua tecnica, quanto dell’oggetto, si palesa agli occhi del visitatore. Sperimentazione continua che lo porta, al termine la sua vita, a modellare soggetti e oggetti dalle cromie e dalle forme non canoniche. Le teste scolpite, la visione della prospettiva, della natura e degli animali in contesti nudi e crudi, rappresentano una esternalizzazione del complesso mondo interiore, fragile e umano che fanno di Giovanni Di Costanzo un artista ancora da scoprire.





























