CURIOSITÀ STORICHE. ISCHIA IN UN TESTO DEL 1502

CURIOSITÀ STORICHE. ISCHIA IN UN TESTO DEL 1502

La curiosità storica, è che si tratta di uno dei testi (non manoscritti) più vecchi che abbia mai trovato personalmente. Segue di qualche decennio l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Il testo si trova presso il museo Plantin-Moretusmuseum di Anversa.

Ischia, già detta Pithecusa, e Aenaria, è talmente fortificata dalla natura di altissime rupi, che non sarebbe meglio stata fortificata dall’arte, tal che non vi si può entrare, eccetto che per un passo strettissimo. Qui si ritiró per sua sicurezza Ferrando figliolo di Alfonso II. Re di Napoli, esssendo Carlo VIII Re di Francia entrato vittorioso in Napoli.

Nell’anno 1301 (1302, eruzione dell’Arso) intervenne quivi un mirabil caso, cioè, ch’essendo in quelli giorni ogni cosa quieta, s’accese il fuoco nelle vene dello zolfo, (del quale tutta l’Isola è piena) e trascorrendo per quelle ne arse gran parte, fino alla Citta d’Ischia, allora detta Geronda, e durò un tal incendio circa due mesi, uccidendo molti uomini e animali, per siffatta maniera che la gente fu astretta ad abbandonare il luogo, fuggendo fuori dell’Isola, vedendosi ancora al presente i vestigi di questo fuoco, non nascendovi erba né altro, anzi per spazio di due miglia in longo, e mezzo in largo, e ogni cosa rimasta aspra e incolta, chiamandosi questo spazio la Cremata (la zona che va da Fiaiano fino a Punta Molino). Che quivi sieno miniere di zolfo d’alume, si conosce chiaramente dai bagni d’odore di zolfo, molto giovevoli a diverse infermità. Il circuito di quest’isola è di 18 miglia. Appartiene al Marchese del Vasto insieme con Procida, il quale vi ha um superbo Palazzo. Sono qui otto Casali sottoposti alla Città. Cavansi di quest’Isola buoni frutti, e molto vino. Tratto da “Breve compendio dal theatro orteliano”, 1502, Giovanni Battista Vrientio”.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.