ISCHIA NEI REGISTRI DELLA CANCELLERIA SVEVA 1239/1240
Ho già parlato del gravissimo incendio di San Paolo Belsito appiccato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Lo potete trovare qui: https://www.facebook.com/share/p/1JkFWoiyXt/
Del periodo che precede la dominazione angioina, conserviamo pochi documenti. Tuttavia, scavando negli archivi, ho trovato Ischia citata durante il periodo svevo. “Registro della cancelleria di Federico II”. Qui Ischia viene citata in una serie di lettere della regia corte, comandi resi esecutivi da funzionari che si tenevano in contatto col governo centrale in forma epistolare. Caso esemplare è rappresentato da una serie di lettere redatte il giorno di Natale 1239, in occasione della partenza dalla corte del giustiziere di Capitanata Riccardo de Montefuscolo, diretto alla volta del regno per occuparsi del trasferimento dei prisones et obsides lombardi che trasportava con sé sulle due galee di Ischia e di Sorrento. Al momento della sua partenza gli vennero affidati venticinque mandati concernenti la sua missione e destinati in parte a lui stesso e in massima parte ai suoi omologhi (ai quali avrebbe dovuto consegnare i prigionieri) e ad altri ufficiali con i quali si sarebbe incontrato prima a Napoli, dove era previsto lo sbarco, e poi durante il viaggio sulla terraferma attraverso le province interne.
1239 dicembre 15, presso Sarzana
Federico II ordina a Enrico Abbas di assegnare al maestro filosofo Teodoro per il suo ritorno nel regno l’imbarcazione di Ischia, che si trova attraccata presso Pisa, dove è da poco giunta con le galee.
1239 dicembre 26, presso Pisa
Federico II ordina a Riccardo de Polcara di armare la barketta di Ischia e di assegnarla a Enrico Abbas, che deve recarsi in Sicilia.
1240 marzo 5, Montalto di Castro
In risposta al giustiziere di Capitanata Riccardo de Montefusculo, che gli ha comunicato che a causa del maltempo ha dovuto far sostare per molti giorni presso Civitavecchia le galee imperiali che trasportavano i prigionieri lombardi e che di conseguenza è stato costretto a prendere a prestito 602 once e 17 tari e mezzo, sta per pagare i compensi dovuti ai duecentottantatré marinai delle due galee di Ischia e Sorrento sia per provvedere al mantenimento loro e dei trecentocinquantaquattro prigionieri per un periodo ulteriore di quindici giorni, Federico II gli ordina di saldare i creditori con i fondi fiscali, assicurandogli che tali spese verranno calcolate nel suo rendiconto contabile.

