LA TORRE DELLO SCUOPOLO IN BORGO DI CELSA
In occasione delle giornate FAI d’autunno dei giorni 11 e 12 ottobre 2025, ho avuto modo di visitare Palazzo Malcovati al suo interno. Ma cosa sappiamo storicamente di questo luogo? Prima che palazzo privato, nonché residenza del Dottor Piero Malcovati (1902-1963), il palazzo era una vecchia torre cinquecentesca di avvistamento. Ma iniziamo con ordine
Tutto inizia nel 1390, quando Caterina Assanti (e) dona agli agostiniani dell’ex Convento di Santa Maria della Scala (attuale Cattedrale) una terra sita allo Scuopolo ed un giardino sito a Celsa per dote della Cappella di S.Pietro in Vincoli e Santa Maria Maddalena nella chiesa del Convento. I documenti a disposizione per l’individuazione dei vari passaggi di proprietà della torre, sono parziali e non sempre chiarissimi. Un documento contenuto nella Platea Corrente del Convento di Santa Maria della Scala (1620), riporta un’annotazione a margine di un atto, con l’anno “1576”.

Tra le altre cose, vi si legge: “revocatione et alienatione fatta delli siti, et orticello, parte dello nostro orto allo Scopolo lasciato da Catarina Assanta, affittato a Orazio tutta Villa da Betello (?), Giulio Romano Priore a quei tempi.
Sappiamo quindi che Giulio Priore cede ad Orazio Tuttavilla una parte di quanto sopra, e questo vi fa una Torre (allo Scuopolo, che letteralmente significa scoglio) per la defensione del borgo conforme la cautela fatta con li Padri. Gli agostiniani, nel 1596, si dovettero accorgere che non si trovava più l’istrumento (l’atto). Ecco che il 7 agosto dello stesso anno davanti al notaio Giulio Cesare Ronzone, i reverendi padri, cautelam cautelis addebdum, di nuovo concessero detto luogo, ita quod da hoggi avante entra in dominio di detto Horatio.

Nella mappa del Cartaro del 15 agosto 1586, all’altezza dello Scuopolo, si nota la scritta “balneum saxorum sub turri Ill. Horatio Tuttavilla”. Lo stesso Governatore cede poi ai Russi (Rossi?) a condizione di pagare gli agostiniani peso di trenta carlini l’anno da versarsi ogni primo novembre. Purtroppo, di quest’ultima compravendita, non conserviamo il documento. Nasce una lite tra la famiglia Russo, e gli Agostiniani del borgo di Celsa rappresentati dal Priore Cesare da Caserta, con una prima sentenza favorevole al convento. La stessa famiglia costruisce accanto alla torre di Don Orazio, anzi congiunta ad essa, un’altra torre, entrambe chiamate vecchie nell’atto. In realtà si tratta, probabilmente, di quei magazzeni, camare et altre comodità, costruite accanto la torre in modo tale da inglobarla. Nel 1588, la torre Tuttavilla viene citata da Jasolino che ne parla nei Rimedi: “non lungi dalla Città vi è un luogo di gran sassi ripieno, presso al quale si vede la torre nuovamente fatta dall’illustre Signor Horatio Tuttavilla…”.

La mappa di Mario Cartaro del 15 agosto 1586, parla chiaramente di “sub turri Ill Horatiii Tuttavilla” e “Duo Balneum Saxorum”. La spiegazione di quest’ultima affermazione ce la dà l’Elisio. Al tempo, esistevano allo Scuopolo due sorgenti a poca distanza l’una dall’altra , ma una, superiore, sgorgante fra le rocce di acqua fredda, e l’altra in riva al mare, di acqua calda. Entrambe, ora sarebbero sotto il livello del mare, sempre che siano ancora attive. Nel corso dei secoli successivi, la torre, già adibita ad esigenze residenziali fin dall’inizio del ‘600, subisce diversi passaggi di proprietà da parte di diverse famiglie. Nei primi decenni dello stesso secolo, Filippo Mongelli subentra nel possesso come compratore sub asta. Il 29 agosto del 1675, Domenico Menga compra dal suddetto Filippo Mongelli la detta Torre, con l’obbligo di pagare perpetuo ogni primo novembre il suddetto censo di carlini 30 al convento, come per istrumento rogato per notar Matteo Vecchione di Napoli.

La torre passerà poi a Don Orazio, e poi ai Rossi. Nel 1702, avviene la concessione ai Guarniero “detti dieci sette graziosamente si concedono per fare la strada delle case dei predetti signori Guarnieri alla Calcara (le calcare erano dei forni per la calce) con permesso ai medesimi… Di poter ivi fare fabbriche ed altro loro beneficio, non pregiudiziale al predetto convento (A.D.I, Platea Corrente, f.16)”. Un’ordinanza della Regia Corte di Napoli del 1563 afferma, contro il pericolo corsaro, la costruzione di torri marittime per conto e sotto la direzione dello Stato sui litorali della Campania e della Calabria. Nel nostro caso, la torre era privata, in quanto finanziata dallo stesso Tuttavilla. Don Orazio Tuttavilla, era un nobile spagnolo, di famiglia assai ben vista alla corte viceregnale, venuta nel napoletano con i dominatori. Figlio di Gerolamo, Conte di Sarno, e sesto di sette fratelli di cui sei maschi.

L’ordinanza sopracitata prescriveva i criteri di costruzione delle torri: doveva essere a base quadrata, occorrevano scarpate all’esterno, dal cordone in giù. All’interno, piani con soffitto a volta congiunti da una scaletta interna; al primo i magazzini, al secondo gli alloggi, al terzo l’artiglieria. La pianta della fabbrica si rivela una stanza centrale quadrata con soffitto a volta e mura dello spessore di metri 1,20 doppie di quelle che delimitano all’esterno l’intera costruzione.

Ora, lungo i lati est e sud di questo potente corpo centrale è venuto alla luce, durante i lavori di restauro, uno di quei cordoli di lapillo battuto in uso sulle facciate esterne, e sotto il cordolo la parete è leggermente inclinata. Nello spessore di due pareti contigue del corpo stesso, si sono trovati due forni da pane, liberando il pavimento del primo piano da uno strato di lapillo battuto, si è scoperta un’apertura quadrata che immette nell’attuale cisterna, apertura che dovette essere, secondo ogni probabilità, l’imbocco della scaletta interna di comunicazione fra i piani. La cisterna, forse già in magazzino di munizioni, aveva ora mutata, ma visibile nell’androne sotterraneo, una doppia porta di accesso alla torre dalla parte della marina. Lo Scuopolo, come Il Torrione di Forio, è impiantato e incorporato nella roccia.

Fonti: Vincenzo Belli in “la rassegna d’Ischia 2/2012”, Lo Scuopolo -Torri e altre ricerche, da pag. 23
Maria Algranati, storia dello Scuopolo, Milano 1957
Agostino Di Lustro, i marinai di Celsa e la loro chiesa dello Spirito Santo ad Ischia
La costruzione generale delle torri marittime ordinata dalla R. Corte di Napoli nel sec. XVI, I.T.E.A. 1926
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