PILLOLE DI STORIA VERSIONE NAZIONALE. VICENZA SOTTERRANEA – AREA ARCHEOLOGICA DELLA CATTEDRALE
Premetto che ho trovato tantissime somiglianze con la nostra basilica paleocristiana di Santa Restituta in Lacco Ameno. Il fatto che fosse anche un luogo di culto paleocristiano (“palaios”,”παλαιός”, che significa “antico”, con “cristiano”), con lo sviluppo delle prime comunità cristiane; la trasformazione del luogo di culto e i metodi di costruzione.



Si tratta di un vasto sito archeologico (il più vasto del Veneto) che si dipana sotto al pavimento della chiesa madre della Diocesi per 750 mq. Uno spazio di estremo interesse storico, religioso e archeologico poiché conserva testimonianze della storia e della Chiesa vicentina sedimentata nei secoli: dall’epoca romana fino al periodo romanico con i resti degli edifici religiosi che si sono succeduti l’uno sopra l’altro nel corso del tempo.



Le prime testimonianze archeologiche sono relative ad una domus romana di età augustea (I sec. a.C. – I sec. d.C.) di cui sono visibili la pavimentazione in cocciopesto del Triclinio (sala da pranzo) e tracce dell’ipocausto (pavimento riscaldato di una sala della casa). All’interno della suddetta domus romana, alla fine del III sec. d.C., si istituisce la domus ecclesiae di Vicenza; una grande sala, realizzata unendo più stanze, della casa il cui compito era quello di ospitare la comunità cristiana riunita in preghiera. La prima chiesa Cattedrale è della fine del IV sec. d.C. (dopo l’Editto di Teodosio con cui si proclamava il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero Romano). L’edificio paleocristiano si doveva presentare più corto dell’attuale, largo come la chiesa d’oggi, a tre navate con un’abside semicircolare e un pavimento a mosaico di cui rimane qualche traccia significativa. Di interesse e fascino è il fatto che nei mosaici pavimentali sono riportati i nomi di alcuni antichi cittadini cristiani che, al tempo, avevano offerto l’opera alla propria Chiesa madre. Visibili sono le tracce, poi, di una basilica di epoca longobardo-carolingia e le imponenti fondamenta della Cattedrale romanica a cinque navate. Tali fondamenta sono ancora, letteralmente, le colonne portanti della nostra Cattedrale.

Grazie a una convenzione siglata con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la gestione di tale sito è stata affidata alla Diocesi di Vicenza. Al fine di promuoverne la valorizzazione, le visite e gli accessi all’Area Archeologica sono coordinati dal Museo Diocesano attraverso i propri Servizi Educativi. Nel tempo, tali Servizi Educativi, hanno progettato itinerari didattici diversificati a seconda del pubblico a cui ci si rivolge: studenti, ragazzi che frequentano il catechismo, adulti, giovani, pellegrini, operatori pastorali, visitatori, stranieri.
Testi Manuela Mantiero
Foto Ivano Di Meglio

