Paura sull’aliscafo al Beverello: la testimonianza di chi ha vissuto l’odissea

Paura sull’aliscafo al Beverello: la testimonianza di chi ha vissuto l’odissea

Nella giornata di ieri, tra le 12:20 e le 12:30 impattava violentemente contro l’ultimo tratto di banchina del Molo San Vincenzo del Porto di Napoli l’aliscafo “Città di Forio” della compagnia Alilauro, durante la manovra di uscita dal porto e ad una velocità chiaramente già abbastanza sostenuta, dopo una brusca ed anticipata virata a destra, provocata da una probabile avaria dei comandi di bordo, che avrebbe reso la nave ingovernabile.

Come riportato dalla cronaca, ci sarebbero stati 28 passeggeri con ferite lievi sui 115 totali: nel comunicato stampa del tardo pomeriggio di ieri, la compagnia di navigazione ringraziava inoltre “chi è intervenuto con tempestività sul luogo dell’impatto, e in particolare Guardia Costiera, Carabinieri, Marina Militare, Guardia di Finanza e sanitari del 118”.

Abbiamo ascoltato la testimonianza di una giovane studentessa 19enne che stava facendo rientro sull’Isola e che ha subìto l’incidente in prima persona, Ludovica, tra l’altro riportando anche lei ferite lievi che hanno comunque necessitato di un trasporto in ospedale, che ci ha riferito che “anche il Comandante dell’aliscafo era visibilmente ferito e sanguinante, così come diversi membri dell’equipaggio”.

E sull’arrivo dei soccorsi ci riferisce che “la Capitaneria di Porto è effettivamente arrivata in pochi minuti a bordo di una motovedetta per i primi soccorsi, ma oltre a pochi altri agenti della stessa Guardia Costiera ed alcuni Carabinieri accorsi sul posto a piedi non prima di 20 minuti dall’incidente per coordinare le operazioni, i soccorsi non sono stati poi così celeri ed efficienti come la situazione avrebbe invece necessitato. Oltre ad alcuni sanitari del 118 che sono arrivati anch’essi a piedi con un certo ritardo per verificare le condizioni dei feriti lievi rimasti sulla banchina, me compresa che avevo un forte dolore al ginocchio, non vi era nessun altro a gestire la situazione”.

“Siamo stati fatti scendere dall’imbarcazione dall’equipaggio che prontamente ci ha assistito, sono state distribuite a tutti bottigliette d’acqua, ma poi siamo stati lasciati tutti sul molo, sotto un sole cocente, per almeno un’ora prima che arrivasse un altro aliscafo a prelevarci per riportarci al terminal di Beverello”, continua la giovane.

Come poi riportato nell’intervista di oggi del Corriere della Sera al Capitano di Vascello Rodolfo Raiteri, Capo reparto operativo della direzione marittima della Capitaneria di Porto della Campania, sarebbe stato lui il primo soccorritore a portare in salvo in terraferma la neonata di appena 15 giorni scaraventata a terra dal suo passeggino a causa dello schianto del mezzo, dopo aver constatato che non vi fosse alcun ferito grave.

Ludovica, così come confermato da altre testimonianze, ci ha detto che “c’erano almeno 5 o 6 persone che sono state trasportate a terra sulla motovedetta della Capitaneria assieme alla neonata, avendo anch’essi riportato serie ferite. Ricordo in particolare di un anziano con un trauma cranico e ferite sanguinanti che sono state tamponate con un’asciugamano, una donna che ho rivisto poi al pronto soccorso con una frattura multipla del malleolo, una giovane ragazza che aveva violentemente battuto la testa e che lamentava forte dolore e un uomo che ha dovuto ricorrere a diversi punti di sutura alla caviglia”.

“Ricordo poi che la bambina caduta a terra dal passeggino è stata immediatamente recuperata dalla mamma e dalla nonna e fatta scendere dall’aliscafo con l’aiuto dell’equipaggio, in attesa con tutti gli altri sul molo mentre arrivava la motovedetta della Capitaneria”, prosegue la giovane.

L’aliscafo “Celestina”, sempre di proprietà della compagnia Alilauro, è arrivato sul posto a prelevare tutti i passeggeri rimanenti alle ore 13.20 circa.

All’arrivo presso il terminal di Molo Beverello, è stata data la possibilità di scendere dal mezzo a chi voleva recarsi al pronto soccorso per le cure mediche, mentre gran parte dei passeggeri ha preferito raggiungere l’Isola d’Ischia con lo stesso aliscafo adoperato per il soccorso.

Ludovica ci dice che una volta arrivati a terra “non c’era quasi nessuno ad accogliere i passeggeri feriti lievemente, e solo dopo averli contattati, sono venuti alcuni agenti della Capitaneria a constatare la nostra presenza e successivamente alcune ambulanze, che abbiamo dovuto chiamare noi in totale autonomia, e che ci hanno trasportati presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta”.

Al termine dell’odissea, una volta refertati e dimessi dall’ospedale, alcune persone hanno anche trovato difficoltà a raggiungere nuovamente il Porto di Napoli in quanto, continua la giovane studentessa, “c’erano con me in ospedale alcuni turisti e nessuno della compagnia si è curato di comunicare loro modalità e tempistiche per il recupero dei bagagli (e quindi di denaro e documenti) abbandonati ovviamente sull’aliscafo incidentato, e a nulla sono valsi diversi tentativi di ricevere informazioni in merito dalla compagnia e dalla Capitaneria che nulla sapevano riguardo tale problematica”.

L’unità schiantatasi sulla banchina è ora sotto sequestro, operato dalla Guardia Costiera, ed avrebbe subìto importanti danni alla prua, costringendo un rimorchiatore di stanza nell’area portuale di Napoli a trasferire l’imbarcazione presso il Cantiere “Marintecnica” presso il quale sarà sottoposta a verifiche tecniche. Come riportato inizialmente, parrebbe che alla base dell’incidente vi sia stata un’avaria dei comandi di bordo che avrebbe fatto perdere all’equipaggio il controllo del mezzo.

Ciò che ci teneva poi a dire Ludovica è che “incidenti del genere possono capitare, e spesso può anche non essere di nessuno la colpa, ma l’assistenza ai passeggeri dovrebbe essere la cosa più importante: diverse persone hanno dovuto provvedere da sole al trasporto in ospedale e al recupero dei bagagli. Ciò che mi chiedo è cosa sarebbe successo se l’incidente fosse stato più grave? Posso dire che ieri è stata sfiorata una tragedia. Andrebbero predisposti piani di sicurezza e soprattutto sistemi logistici e di soccorso ben più efficienti di quelli cui abbiamo assistito e che permettano alle autorità di intervenire tempestivamente”.

Una giornata insomma davvero da dimenticare per il trasporto marittimo locale, che sicuramente trascinerà con sé conseguenze di non poco conto.

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