L’infermiera di Marina di Massa simbolo della lotta al Covid

L’infermiera di Marina di Massa simbolo della lotta al Covid

Il suo volto rigato dalla mascherina e segnato dalla fatica è rimasto nelle nostre menti ed è il simbolo della pandemia

Martina Benedetti l’infermiera che il 10 marzo 2020, al culmine della pandemia, aveva raccontato con una fotografia quello che accadeva ogni giorno in terapia intensiva e la fatica e l’impegno che lei e i suoi colleghi mettevano per curare i malati di Covid, oggi è infuriata.

Arrabbiata con il Governo che ha deciso di penalizzare con una multarella di 100 euro coloro che non si vaccinano e mettono a rischio la vita degli altri e in particolare di medici e infermieri che nei reparti ospedalieri danno la propria vita per curare i malati di Covid.

Altro che eroina e simbolo dell’Italia migliore. Martina si sente tradita e usata da quello stesso Stato che l’aveva incensata ed eletta a emblema di abnegazione e amore al prossimo.

Oggi quello stesso Stato valuta il suo lavoro 100 euro. Scrive sul suo profilo Facebook: “100 €, il prezzo della nostra salute. Delle nostre vite. Dei sacrifici che facciamo da due anni. Scelte assurde che ricadranno sulle nostre schiene già gravate da due anni di fatica. Per l’ennesima volta saremo noi sul fronte avanzato a pulire tutto il fango derivante dall’assenza di decisioni forti e coraggiose. Scelte assurde che ricadranno sulle nostre schiene già gravate da due anni di fatica. Tranquilli! Vi faremo tornare a ballare l’estate, a far “girare l’economia”, a bearvi di riconoscimenti per il lavoro da noi svolto. Definirlo “lavoro” è ogni giorno sempre più difficile perché è una situazione che ingloba la vita. Mi auguro che i danni alla nostra serenità psicofisica perduta, un giorno, tornino indietro cento volte tanto”.

Nell’ultima frase tutta l’amarezza e la frustrazione di chi, in trincea, si avvicina ai malati intubati, eseguendo manovre per liberare le vie aeree dalle secrezioni, con il pericolo che quelle goccioline malefiche colpiscano anche te che sei così vicino. Ma alla fine il paziente respira meglio e anche tu ti senti meglio.

Tutto si può tollerare, stipendi da fame, turni sfiancanti, condizioni di lavoro disagevoli. Quello che non si può accettare è di essere liquidati per due soldi in nome del quieto vivere e del consenso del popolo No Vax.

Irresponsabili che vanno abbandonati a sé stessi magari senza lavoro e reddito considerato che loro hanno capito tutto e noi vaccinati siamo marionette nelle mani del “nuovo ordine mondiale”.

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Eli

Eli

“Guerriero non per scelta ma per necessità. La necessità di difendere ferocemente l’amore per la libertà, la cultura occidentale e i suoi valori, il cittadino contro lo Stato e la sottomissione delle coscienze al pensiero unico. Meglio un giudizio sbagliato che un giudizio imposto o negato. A partire dalle nostre tradizioni e perché la memoria non dovrà mai essere smarrita. Senza conoscere il passato non c’è presente e non c’è futuro”.