Il complotto per assassinare Gheddafi

Il complotto per assassinare Gheddafi

Sotto i nostri occhi accadono fatti che sembrano lontani dal nostro quotidiano. In realtà essi influenzano profondamente la nostra vita di tutti i giorni.

Il 19 marzo 2011 l’allora presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy annunciò in diretta televisiva l’imminente intervento della Francia in Libia per “ragioni umanitarie”. Un’operazione contro il regime di Muammar Gheddafi autorizzata il 17 marzo dal consiglio di sicurezza dell’Onu.

In realtà, dietro la retorica sulla necessità di esportare i “diritti umani” si nascondeva ben altro come rivelato dal sito d’informazione francese Blast in un’inchiesta dai contenuti clamorosi pubblicata di recente.

Una fonte vicina ai servizi segreti ha prima consegnato a Blast una serie di documenti in arabo che dimostravano l’esecuzione di bonifici da parte del Qatar a diverse Ong e personalità francesi, tra le quali anche Carla Bruni, moglie di Sarkozy, destinataria di 6 milioni di euro.

In seguito la stessa fonte ha passato al sito d’inchieste alcune pagine, anch’esse in arabo, che riportavano il resoconto di una riunione segreta tenutasi all’Eliseo nel novembre 2010, secondo cui il Qatar avrebbe coperto le spese della guerra francese in Libia in cambio di alcuni favori, tra i quali l’eliminazione di Gheddafi.

Nell’ultima pagina del resoconto con le firme del principe ereditario del Qatar e Sarkozy si legge: “E’ stato deciso che il Qatar si farà carico di tutti i costi delle operazioni militari e di sicurezza in Libia (…). Lo Stato del Qatar versa la somma di 300 milioni di euro a sia Eccellenza il Presidente Nicola Sarkozy”.

Alla faccia delle “operazioni umanitarie” e dell’esportazione di democrazia e “diritti degli uomini”.

Ma perché il Qatar avrebbe chiesto alla Francia di assassinare Gheddafi? La Libia è un paese ricco di idrocarburi e il Qatar voleva assolutamente partecipare a un grosso contratto che la Total (leader del petrolio francese), il governo francese e la Libia stavano negoziando. Ma il colonnello non voleva l’emirato.

Da questi avvenimenti e dall’esplosione delle primavere arabe, con la complicità dell’America di Obama, è un fatto che l’Italia ha perso il suo ruolo strategico nel Mediterraneo e in Libia in particolare. Con il colonnello Gheddafi il nostro Paese intratteneva una fitta relazione di interscambi commerciali che vedevano la nostra ENI partner privilegiato nel settore energetico.

Guarda caso dall’eliminazione del dittatore libico la Francia ha esteso la sua sfera d’influenza nella regione e la Total è divenuta destinataria di innumerevoli commesse accaparrandosi quote rilevanti del petrolio libico.

Attualmente la nostra dipendenza energetica è divenuta drammatica, acuita dall’aumento delle materie prime e dalle decisioni demagogiche dell’Unione Europea oltre che dalle politiche sbagliate dei nostri governi. L’aumento delle bollette di luce, gas e di benzina e gasolio ne è la tragica testimonianza.

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Eli

Eli

“Guerriero non per scelta ma per necessità. La necessità di difendere ferocemente l’amore per la libertà, la cultura occidentale e i suoi valori, il cittadino contro lo Stato e la sottomissione delle coscienze al pensiero unico. Meglio un giudizio sbagliato che un giudizio imposto o negato. A partire dalle nostre tradizioni e perché la memoria non dovrà mai essere smarrita. Senza conoscere il passato non c’è presente e non c’è futuro”.