DIVISIONE AMMINISTRATIVA D’ISCHIA DAL ‘500
Fino a questo momento non si conosce l’anno preciso in cui l’isola ricevette quella divisione in Università (poli amministrativi), distaccandosi, geograficamente e politicamente, dalla città di Ischia. L’editto di Alfonso I d’Aragona, risalente al 1445, contiene una petizione da parte dei giurati delle Città ed isola d’Ischia. In un documento del notaio Marzio Di Maio (5-7-1515) si legge che l’Università di Casamicciola donava al convento agostiniano le ragioni che le competevano sopra li Fusari. Stando ad esso, le Università pare siano sorte col documento di Federico nel 1501. Carlo V, nel 1533, confermò i privilegi, ma in questo documento comparve la parola Sindaco: “in tutti i Parlamenti, le Università dei Sindaci detta Città e Insula”. Per quanto riguarda Forio, in un instrumento del notaio Giovan Battista Funerio in data 22 ottobre 1544, si evince essere già Università, in quanto davanti a lui si è presentato il signor Angelo Morgera, giurato di detta Università e col diritto di questa alla nomina del parroco. Il documento che riguarda specificamente Barano, risale al 1556: la “i cittadini di Barano chiedono di fare la numerazione dei fuochi (nuclei familiari tassati) e supplicano di poter essere separati dalla città e pagare per conto proprio le tasse” (documento che ho acquisito dall’archivio di Stato di Napoli e che vi mostrerò). Nel 1752, Barano stilava un documento nel quale, per convalidare l’uso del privilegio fatto nel tempo sia dalla Città, sia dai Casali, nonché l’uso dell’esazione di “diritti e atti giurisdizionali”, presentò nell’occasione la copia dello stato delle Città e Casali, fatto nell’anno 1674 dal Real Galeota, col quale furono assegnati alle città e ai Casali le proprie rendite e i propri pesi, concedendone ai cittadini e deputati dei luoghi l’amministrazione. Qual cosa fu confermata ancora dall’abolito Collaterale Consiglio”. Tanto ci induce a pensare che bisogna ascrivere solo a quell’epoca (1674), una vera e propria funzione completamente autonoma delle Università dell’isola. Il documento non è stato ritrovato, ma dalle cose in esso racchiuse, è probabile che in tale circostanza l’isola sia stata anche divisa in Città, Forio, e terzo, quest’ultimo composto da Lacco, Casamicciola, Barano e Serrara Fontana. A conforto, se lo fosse, una tarda testimonianza dice che nel diciassettesimo secolo l’isola venne divisa in tre Università, causa l’incremento della popolazione, in quanto precedentemente la città (1501) formava il centro del Governo in tutta la estensione della stessa isola. Con lo Stato, ad ogni Casale fu delimitata la sua parte di territorio e di mare. Le Università costituenti il Terzo avevano ciascuna un Parlamento autonomo, ma non il Sindaco, che era in comune, scelto a rotazione da ciascuna delle quattro Università. Il quadro era questo: la Città, con un Sindaco, due eletti e due deputati; Forio, con un Sindaco e sei Deputati; il Terzo, con un Sindaco in comune e ciascuna Università con due Deputati. Sotto il regno di Giuseppe Bonaparte, dal marzo 1806, si riscontra un cambiamento radicale nella istituzione pubblica: le Università cedono il nome ai Comuni; i Comuni di Ischia fanno parte del distretto di Pozzuoli (fino al 1926, quando saremo accorpati a Napoli), dove sono rappresentati da un consigliere, e dalla Provincia di Napoli, anch’essa con rappresentanza di consiglieri provinciali. Il Parlamento prende il nome di Decurionato, costituito da dieci membri, del quale il Sindaco è Presidente. Al posto dei Deputati, ora stanno due eletti, primo e secondo. Quali compiti avesse la figura fel Sindaco, lo affronterò in un altro articolo.
Testo tratto da “Barano d’Ischia, Storia” di G.G. Cervera e A. Di Lustro; integrazioni Ivano Di Meglio

